Siamo nell’anno mille ottocento e novantotto (proprio come lo scrive l’autore nel suo libro) in un piccolo paese della Sicilia ed è qui che la storia di Michele Sparacino prende vita, cresce e si sviluppa grazie alla penna e alle parole di Andrea Camilleri nel Corto di carta intitolato “La tripla vita di Michele Sparacino”.
Un libro scritto interamente in dialetto siciliano. Un libro che gioca sugli equivoci che possono verificarsi già dal momento della nascita perchè nonostante Michele sia un neonato, tutti pensano a lui come ad un brigante, un sovversivo a causa di voci messe in giro nel paese e accentuate da alcuni giornalisti (uno in particolare) sui relativi giornali.
Di Michele si perdono le tracce, il bambino cresce senza conoscere le vicende che si raccontano su un personaggio che porta il suo nome, vicende che riemergono nel momento in cui – ormai diciottenne – si ritrova a dover affrontare il servizio militare dove alcuni ufficiali non lo prendono molto in simpatia. Michele si ritrova in prima linea durante la guerra, riesce a salvarsi (in un primo momento) ma alla fine non ce la fa.
Per chi fosse interessato, segnalo un link dove è presente la Recensione de “La tripla vita di Michele Sparacino” – Andrea Camilleri (link), mentre qui è possibile leggere l’inizio del libro: Incipit del libro (link)
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