Il film che vado a presentare è uscito nella sale cinematografiche più o meno un anno fa e si chiama The invisible del regista David S. Goyer.
The Invisible ricorda vagamente il film Ghost – Fantasma di Jerry Zucker del 1990. E’ la storia di un ragazzo che picchiato da alcuni suoi coetanei e gettato in un tombino, continua a vivere sulla terra e a interagire con i suoi cari perchè in realtà il suo corpo – fisico – non ha ancora smesso di lottare per vivere, lui sarà un fantasma fino a quando il suo cuore non smetterà di battere. Nessuno lo vede, solo la mandante della violenza può sentire la sua presenza e a volte la sua voce.
Il protagonista del film è stato picchiato per qualcosa che lui non ha commesso, non ha fatto la spia, è assolutamente innocente, ciò nonostante è destinato a morire se la sorte gli sarà avversa.
Scenari scuri e una realtà cruda raccontano questa storia che tieni incollati allo schermo per tutta la durata del film. Non mancano i colpi di scena, i ripensamenti della “killer” e il suo sacrificio affinchè il protagonista ritorni a vivere…
A volte capita di giocherellare con il pc e con diversi programmi che permettono la manipolazione di immagini e la creazione di video. In questi ultimi anni, grazie a Youtube, molti si dilettano in questo e anch’io onestamente ho provato a realizzare qualcosa!
Sulle note di una canzone di Jarabe De Palo, presente nell’album Depende, Vivo en un sacco, ho realizzato una successione di immagini come accompagnamento…
Altri video “caserecci” sono presenti qui: I video di Mac.
Dopo aver presentato Icaro (link), l’ultimo libro scritto da Francesco Guccini, un piccolo salto indietro – al 2005 – per raccontare brevemente il contenuto de La legge del bar e altre comiche dello stesso autore.
La legge del bar e altre comiche ha molti tratti in comune con Icaro, entrambi contengono racconti brevi che si leggono molto velocemente ma una differenza sostanziale sta nel fatto che questi racconti prendono in giro e mettono in evidenza gli aspetti folkloristici dei personaggi che frequentano i bar, i loro modi di fare e le loro manie…
Non tutti i racconti hanno come ambientazione il luogo pubblico per eccellenza, il bar, infatti altre situazioni si sviluppano nelle 14 storie raccontate, alcune contengono anche riferimenti diretti alle esperienze dell’autore e al suo pensiero.
E’ un libro che a tratti scorre veloce e a tratti lento ma non risulta pesante anzi, una risata alla fine compare sul viso del lettore, aspetto da non sottovalutare!
Segnalo un altro breve commento presente a questo link.
E’ difficile descrivere un libro che molti definiscono il Capolavoro di John Cheever, ma questa difficoltà svanisce non appena la lettera termina. Il passo successivo, l’unica “azione” che si può svolgere è quella di unirsi al coro, di essere perfettamente d’accordo e di cominciare a chiamare Capolavoro un lavoro denso, perfettamente scritto, che racconta la storia di un uomo come tanti la cui vita viene distrutta a seguito di un reato commesso (fratricidio) e in seguito ricostriuta come se fosse un castello di sabbia.
Falconer racconta le vicende legate al suo protagonista, Farragut, un professore che si ritrova in carcere ad affrontare situazioni e provare sentimenti che non aveva mai provato nei confronti, ad esempio, di persone del suo stesso sesso. Già, Farragut durante la prigionia diventa omosessuale ed è la moglie ad accorgersi di questo, è lei che glielo domanda e lui non può che confermare questa intuizione.
L’ambiente in cui si svolge la storia è cupo, grigio, non c’è spazio in Falconer per la libertà, bisogna obbedire a regole ferree e sempre più rigide. La vita sembra finita in quel carcere ma non è così…avviene qualcosa alla fine, quando Farragut viene rilasciato.
Presentato nelle sale alcune settimane fa, Hancock, il supereroe, sta riscuotendo un enorme successo, è campione di incassi ai botteghini.
Il film è l’ultimo lavoro del regista Peter Berg che in questa occasione racconta la storia di un supereroe, un moderno Superman, che possiede una forza sovraumana, è capace di volare ed è a prova di proiettile. A differenza del primo supereroe, Hancock (Will Smith) è un personaggio dal carattere non facile, non è un agnellino, fa sempre tutto di testa sua e così come resiste alle pallottole, resiste anche alle critiche che tutta la città di Los Angeles e i suoi cittadini manifestano contro di lui e contro i disastri che combina.
Da vero supereroe, salva anche parecchie vite come ad esempio quella di Ray rimasto intrappolato con la sua auto tra le rotaie mentre arriva il treno. Ray, un PR, che decide di aiutarlo e di riabilitare la sua reputazione.
Hancock e Ray, insieme alla famiglia dell’uomo, cominciano a trascorrere un po’ di tempo insieme. Ray convince Hancock a trascorrere un periodo in carcere ed è qui che avviene una svolta: il capo della polizia lo manda a chiamare per sventare una rapina. E’ diventato finalmente un supereroe amato dalla gente.
Successivamente si scopre che anche la moglie di Ray ha dei superpoteri e che a causa della loro vicinanza – di Hancock e della moglie di Ray – i due diventano vulnerabili; questo causerà il ferimento e il successivo ricovero in ospedale di Hancock.
Nel reparto dell’ospedale, arrivano e fanno irruzione anche dei criminali che feriscono la donna e scatenano l’ira del supereroe. Sembra la fine ma Ray salva Hancock e lui, pur di far rivivere la compagna, si allona velocemente e si trasferisce a New York.
Film – The invisible di David S. Goyer
Maggio 19, 2009 di unsassolinoThe Invisible ricorda vagamente il film Ghost – Fantasma di Jerry Zucker del 1990. E’ la storia di un ragazzo che picchiato da alcuni suoi coetanei e gettato in un tombino, continua a vivere sulla terra e a interagire con i suoi cari perchè in realtà il suo corpo – fisico – non ha ancora smesso di lottare per vivere, lui sarà un fantasma fino a quando il suo cuore non smetterà di battere. Nessuno lo vede, solo la mandante della violenza può sentire la sua presenza e a volte la sua voce.
Il protagonista del film è stato picchiato per qualcosa che lui non ha commesso, non ha fatto la spia, è assolutamente innocente, ciò nonostante è destinato a morire se la sorte gli sarà avversa.
Scenari scuri e una realtà cruda raccontano questa storia che tieni incollati allo schermo per tutta la durata del film. Non mancano i colpi di scena, i ripensamenti della “killer” e il suo sacrificio affinchè il protagonista ritorni a vivere…
Di questo e di altri film se ne parla anche in questa discussione.
Tag: commento, David S. Goyer, Justin Chatwin, Marcia Gay Harden, Margarita Levieva, The Invisible
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